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venerdì 25 gennaio 2019

Storia dell'Europa n.48: dall' 879 al 992 e.v. (d.C.)

Lo stemma dei Bosonidi, che
governarono la Provenza come
duchi, re e marchesi dall'877,
stemma che verrà
successivamente
chiamato croce di Tolosa
stemma dell'Occitania.
Nell' 879 Bosone V di Vienne o di Arles (844 circa - 11 gennaio 887), già governatore e conte di Provenza dall'877 è incoronato re di Provenza prendendo il nome di Bosone I di Provenza.
Dopo che fu conquistata dai Franchi, i re merovingi affidarono la Provenza ad un duca che aveva il compito di organizzare e comandare militarmente la regione per difendere le frontiere del regno da eventuali attacchi dei nemici. Il duca fu a volte indipendente e a volte alle dipendenze del regno burgundo. Dopo che il potere effettivo fu nelle mani dei Carolingi, la Provenza fu governata direttamente dai re dei Franchi fino al 879, anno in cui il re di Francia, che non fu incoronato imperatore, fu Luigi il Balbo. Alla sua morte, i nobili provenzali rifiutarono la corona ai due figli di Luigi il Balbo ed elessero re il loro duca: Bosone V di Provenza che aveva sposato Ermengarda, figlia dell'imperatore Luigi il Giovane, il quale regnò come Bosone I di Provenza dal 879 al 887.
Lo stemma dei Bosonidi, il casato generato da Bosone noto come Bosone il Vecchio (800 circa - 855 circa) che fu un duca dei Franchi, conte del Valais, conte di Arles ed anche conte in Italia, è la Croce chiamata poi Occitana o di Tolosa. Nella discendenza  di Bosone il Vecchio vi furono conti, duchi, abati e vescovi durante tutta l'epoca carolingia. Dei suoi ascendenti non si hanno notizie, anche se alcuni lo indicano come figlio d’un tal Teodebaldo di Borgogna o d'Antibes, detto il Vecchio.

Nell' 880 - Secondo la “Cronaca degli anni passati”, principale cronaca russa riferita al medioevo, dei Rus' capitanati da Rjurik prendono il potere sui territori delle odierne Ucraina, Russia occidentale, Bielorussia, Polonia, Lituania, Lettonia ed Estonia orientali, spostando il centro della loro attività a Kiev, allora importantissimo centro commerciale sulla Via variago-greca.
La Rus' di Kiev è stata un'entità monarchica considerata il più antico Stato organizzato slavo-orientale, del quale Kiev fu a lungo la capitale, nelle fonti medievali viene chiamata Rus' oppure Terra di Rus' o Rus' di Kiev, che nasce lungo le sponde del fiume Dnepr, come risultato dello stanziamento, avvenuto a partire dal secolo precedente, di alcune tribù vichinghe svedesi, chiamate Rus', in alcune zone dell'Europa nordorientale abitate da tribù slave, finniche, baltiche.
La successiva storia kievana può essere suddivisa in tre periodi, ciascuno della durata di alcuni decenni o più:
- il primo, dall'880 al 980, contraddistinto dall'ascesa prepotente dello stato kievano sullo scacchiere est-europeo del tempo;
- il secondo, dal 980 al 1054, corrispondente all'incirca ai regni dei principi Vladimir I (detto il Santo o il Grande) e Jaroslav I il Saggio, nella quale la Rus' raggiunse l'acme della sua potenza;
- un terzo periodo, che si suole far partire dal 1054, caratterizzato dal lento declino, principalmente a causa dei gravi problemi di successione al trono.
Non esiste una data precisa riguardo alla fine della Rus' kievana; alcune date importanti sono il 1169, quando il principe Andrej Bogoljubskij, che aveva già trasferito la capitale dello stato a Vladimir, saccheggiò Kiev, e il 1240, quando Kiev venne rasa al suolo dai Tataro-mongoli, che cominciavano in quegli anni il lungo periodo di pesante ingerenza negli affari interni della Rus'.

Nell' 887 - La deposizione di Carlo il Grosso, ultimo sovrano carolingio, sancisce l'inizio del periodo di "anarchia feudale". Inizia il fenomeno dell'incastellamento. I primi castelli saranno sostanzialmente palizzate con edificio interno in legno, poi, progressivamente si costruirà con mura, pietre e mattoni.

Nell' 889 - I Cazari e i Cumani scacciano a ovest i Peceneghi.

Nell' 892 - I Peceneghi scacciano a loro volta i Magiari a ovest del fiume Dnepr

Impero di Bulgaria nel 893, da: https://it.
Nell' 893 - Durante il Primo impero bulgaro, Simeone I, detto il Grande (Veliki; 864/865 - Preslav, 27 maggio 927), è zar di Bulgaria fino alla sua morte. A metà del suo regno infatti, assunse il titolo di zar ("imperatore"), dopo aver tenuto quello di Knjaz ("principe"). Le sue vittoriose campagne contro l'Impero bizantino, gli Ungari e i Serbi segnarono la massima espansione territoriale della Bulgaria, che divenne il più potente stato dell'Europa orientale dell'inizio del X secolo. Il suo regno fu caratterizzato da una vitalità culturale mai più raggiunta, considerata l'età d'oro della cultura bulgara.

Nell' 894 - I Bulgari entrano in guerra con Bisanzio. All'inizio dell'895, l'imperatore Leone VI, detto il Saggio, chiede aiuto ai Magiari, che inviano un esercito guidato da Levente in Bulgaria. Levente conduce una brillante campagna ed invade la Bulgaria fin nel suo interno, mentre l'esercito bizantino entra nella regione da sud.
Migrazione degli ungari-magiari,
Preso tra due fuochi, il sovrano bulgaro Simeone I capisce che non può combattere su due fronti e conclude rapidamente un armistizio con l'Impero bizantino.
Poi Simeone assolda i Peceneghi per aiutarlo a scacciare i Magiari dalla regione di Etelköz (fra i numeri 3 e 4 nella carta a fianco).
La pianura ungherese, l'antica Pannonia.
I Peceneghi riescono nel loro compito e spingono i Magiari più a ovest lungo il basso Danubio, la Transdanubia e le pianure della Pannonia, dove i Magiari fonderanno il Regno di Ungheria.

Nell' 896 - Scacciati dai loro territori dai Peceneghi, sette tribù di Ungari, di cui i Magiari erano la principale, occupano la Pannonia (l'attuale Ungheria), lasciata libera dopo la distruzione degli Àvari sotto il regno di Carlo Magno: da esse discendono gli attuali ungheresi. I magiari o ungari erano un gruppo etnico e linguistico di origine ugrica, un sottogruppo dei popoli ugrofinnici della famiglia linguistica uralica, appartenente alla più ampia famiglia delle lingue uralo-altaiche.
I leggendari 7 capi magiari, da: https://commons.wikimedia
.org/w/index.php?curid=33253896. Dettaglio del ciclorama
di Árpád Feszty intitolato "L'arrivo degli Ungheresi".
Ungari e magiari, termini usati principalmente per le epoche precedenti al X secolo, erano quindi etnicamente affini ad altre popolazioni originarie delle steppe dell'Asia centrale che parlavano lingue turciche, della famiglia delle lingue uralo-altaiche quali gli Unni, i Bulgari, gli Àvari e i Cazari, mentre oggi "Magyar" è semplicemente la parola ungherese che significa "ungherese".
Il termine popoli ugrofinnici indica le popolazioni eurasiatiche appartenenti al gruppo ugrofinnico della più ampia famiglia linguistica uralica. La famiglia delle lingue uraliche è composta da circa 30 lingue parlate da approssimativamente 20 milioni di persone. Il nome della famiglia linguistica si riferisce alla più accreditata località della Urheimat (area d'origine del proto-uralico), che si troverebbe vicino ai monti Urali. I paesi con un numero significante di locutori delle lingue uraliche sono l'Ungheria, la Finlandia, l'Estonia, la Russia, ed i paesi confinanti con la presenza di minoranze appartenenti al gruppo linguistico uralico come la Norvegia, la Svezia, la Romania, la Slovacchia e la provincia autonoma della Voivodina (Serbia), Austria, Slovenia, Croazia e l'Ucraina. Le lingue col maggior numero di locutori sono l'ungherese, il finlandese e l'estone. L'ungherese è parlato, oltre che nell'Ungheria, anche nelle aree già appartenute all'antico regno di Ungheria: in Romania, Slovacchia, Serbia, Croazia, Austria, Slovenia e in alcune zone dell'Ucraina occidentale. Il khanti ed il mansi sono invece parlati in Russia, nel circondario autonomo degli Khanti-Mansi.Altre lingue rilevanti sono il mordvino e il mari (in Russia) e il permiano. Il gruppo dei popoli ugrofinnici è collegato a quello dei popoli samoiedi, stanziati nell'estremo nord della Siberia occidentale e insieme compongono la famiglia dei popoli uralici.

- Alla fine del IX secolo e nel X secolo, gli Ungari razziarono in molte zone l'Impero carolingio: dapprima i margini, come in Moravia nell'894 ed in Italia settentrionale e centrale (nel 899), poi nella Lorena e in Borgogna. Queste razzie, sebbene non fossero di grossa portata in termini di movimento di popolazioni se non in determinate zone dell'impero, erano caratterizzate da forza (abilità della cavalleria magiara) e sete di depredare i molti tesori dell'Impero mal difesi. La forte depredazione avvenuta nel Nord Est dell'Italia ha portato a nominare una parte della pianura veneto-friulana Vastata Hungarorum. Molti ricchi monasteri in Europa, come anche interi villaggi, vennero saccheggiati e/o scomparirono, arrivando così a far vacillare l'impero, anche perché più o meno contemporaneamente ci furono le invasioni dei Normanni e le continue incursioni dei Saraceni.

I quattro giudicati in Sardegna nel 900:
Gallura, Logudoro, Arborea e Calari.  
Nel 900 - Alla dissoluzione in occidente dei domìni dell'Impero bizantino, la Sardegna si suddivide in quattro Stati sovrani ed indipendenti. Il regno di Arborea o giudicato di Arboréa (rennu de Arbaree in lingua sarda e come veniva allora chiamato dagli arborensi), era uno dei quattro. Si estendeva sulla parte centrale della Sardegna, dal golfo di Oristano ai monti del Gennargentu, occupando tutta la fertile valle del fiume Tirso. Vasto circa 5.500 km², pianeggiante e montuoso allo stesso tempo, confinava a Nord con il regno di Torres, ad Est e a Sud con il giudicato di Cagliari. Durò per più di 500 anni, dal 900 al 1.420. Sul trono salirono più di ventitré generazioni di sovrani conosciuti, delle casate Lacon-Gunale, Lacon-Zori, Lacon-Serra, Bas-Serra, Doria-Bas, Narbona-Bas. Il regno rivestì un ruolo di grande importanza nella storia sarda, distinguendosi dagli altri giudicati coevi grazie a dei sovrani lungimiranti che con costanza e coerenza politica lottarono per riunire la Sardegna sotto un'unica bandiera. Gli altri tre regni attraversarono infatti profonde crisi, subendo le ingerenze delle potenze marinare di Pisa, Genova e dell'Aragona, lasciando all'Arboréa il peso di una sanguinosa guerra contro il regno di Sardegna, creato dal papato nel 1.297 e infeudato a Giacomo II d'Aragona, con l'intento di porre fine alle lotte tra angioini e aragonesi in Sicilia. Nei giudicati di Arborea e Cagliari il capo dello Stato era denominato soprattutto "giudice", in Gallura e Torres anche "re".

Nel 907 - Il regno slavo della Grande Moravia, potentato dell'Europa centro-orientale ai confini dell'impero carolingio, è sconfitto e subisce il definitivo collasso a causa delle nuove popolazioni ungaro-magiare che vanno ad occupare definitivamente il bacino carpatico.

Nel 910 - Divisione del Regno delle Asturie da parte di Alfonso III, re delle Asturie dal 26 maggio 866 al 910, che sarà così l'ultimo re delle Asturie. Coi suoi successori il regno è diviso e quando sarà nuovamente riunificato i suoi monarchi assumeranno il titolo di re di León.
Questa suddivisione fu conseguenza della sollevazione di nobili, organizzata dal conte di Castiglia, Nuño Fernández, per liberare il figlio maggiore di Alfonso, Garcia. La sollevazione fu appoggiata anche dalla regina Jimena e dagli altri figli di Alfonso, Fruela e Ordoño. Alfonso III, per evitare una guerra civile, liberò Garcia, abdicò e si ritirò a Zamora con la moglie Jimena, dividendo il regno tra i suoi tre figli maggiori:
a Garcia, il figlio maggiore, andò il León
a Ordoño, il secondogenito, andò la Galizia
a Fruela, terzogenito, andarono le Asturie.

Nella penisola iberica si producono tessuti di cotone e di seta secondo le tecniche introdotte dagli Arabi.

Nel 911 - I Normanni ottengono la Normandia. I Normanni incominciarono a occupare l'odierna Normandia (regione della Francia settentrionale che da essi prese il nome) a partire dall'ultimo quarto del IX secolo. Nel 911, Carlo il Semplice, re di Francia, concesse agli invasori una piccola porzione di territorio lungo il basso corso del fiume Senna, che andò poi espandendosi, diventando il ducato di Normandia. Gli invasori danesi erano guidati dal principe norvegese Hrolf, latinizzato in Rollone, che strinse un'alleanza con Carlo. I Normanni divennero agricoltori, fondendosi con la popolazione locale della Neustriaadottarono la religione cristiana e la lingua galloromanza, dando così vita a una nuova identità culturale, diversa sia da quella degli Scandinavi che da quella dei Franchi.
Carta della Normandia.
Geograficamente, la Normandia corrispondeva alla vecchia provincia ecclesiastica di Rouen o Neustria. Non aveva frontiere naturali e precedentemente fu una semplice unità amministrativa. Dopo una o due generazioni, erano divenuti pressoché indistinguibili dai vicini francesi. Nell'XI secolo la posizione degli invasori in Normandia era ormai consolidata. Via via (sia in Normandia sia in Inghilterra) assimilarono anche il sistema feudale francese. La classe guerriera normanna era diversa dalla vecchia aristocrazia francese. Molte delle famiglie di quest'ultima si facevano tradizionalmente risalire ai Carolingi, mentre i Normanni avrebbero raramente potuto vantare antenati antecedenti all'XI secolo. La maggior parte dei cavalieri rimase povera e senza terra e per questo molti dei loro guerrieri divennero combattenti di professione e crociati, al fine di procacciarsi ricchezze e terre.

Nel 926 -  Ugo di Provenza diventa Re d’Italia.

- Mentre nel 926 Sancho Ordóñez governa il nord della Galizia sino al fiume Minho, attribuedosi il titolo di re di Galizia, il futuro re del León Ramiro II governa, fino al 931, il sud della Galizia, dal fiume Minho al confine con al-Andalus, come re del Portogallo.

Eptarchia in Britannia
nell'800, da: https://it.wi
Dal 927 - Inizia la creazione del regno d'Inghilterra, che si completerà nel 954. L'Inghilterra è stata retta da una monarchia per tutta la durata della sua esistenza politica con l'unica eccezione degli undici anni di interregno inglese (1649-1660) seguiti alla Rivoluzione inglese, mentre dal 1707-1800 entrerà a far parte della Gran Bretagna. Il Regno d'Inghilterra non ha una data di fondazione precisa, l'origine del regno d'Inghilterra si può far risalire dalla cosiddetta Eptarchia, cioè l'insieme dei sette regni inglesi minori: l'Anglia orientale, il Regno dell'Essex, il Regno del Kent, il Regno di Mercia, il Regno di Northumbria, il Regno del Sussex e il Regno del Wessex. Alfredo il Grande (re del Wessex dall'871 all'899) è stato l'iniziatore del processo di unificazione dell'Inghilterra dopo che i re del Wessex, dal IX secolo, avevano assunto un'importanza dominante sugli altri regni. La conquista di Northumbia, Anglia orientale e di metà della Mercia da parte dei danesi costrinse Alfredo il Grande, unico re anglosassone rimasto, a resistere ad una serie di invasioni danesi e a portare la parte rimanente della Mercia sotto la sua sovranità. Suo figlio, Edoardo il Vecchio (re dall'899 al 924), completò l'annessione della Mercia e dell'Anglia orientale liberandole dall'occupazione danese, riunendo così la parte d'Inghilterra a sud del fiume Humber. Nel 927 la Northumbria, i cui re danesi erano stati da poco sostituiti dai norvegesi, cadde sotto il controllo del re Atelstano, uno dei figli di Edoardo il Vecchio. Atelstano fu così il primo re a governare su tutto il territorio inglese. Non fu il primo Re d'Inghilterra de jure, ma certamente lo fu de facto. Negli anni successivi la Northumbria cambiò spesso di mano tra re inglesi ed invasori norvegesi, ma finì definitivamente sotto il controllo inglese col re Edredo nel 954, completandosi così il processo di unificazione. Da quel momento l'Inghilterra rimase un'entità politica unitaria.

Nel 946 - A Ugo di Provenza succede come Re d'Italia Berengario  D’Ivrea. Poco dopo aver assunto il titolo di Re d'Italia, Berengario di Ivrea riorganizza i suoi territori a sud del Po, dividendoli in tre nuove marche (distretti di frontiera) che presero il nome dai rispettivi marchesi:
la Marca Aleramica da Aleramo del Monferrato,
la Marca Arduinica da Arduino il Glabro,
la Marca Obertenga di Oberto I.

- Oberto I Obizzo (X secolo - 15 ottobre 975) o Otbert o Odebertus è stato marchese di Milano e di Genova, conte di Luni, di Tortona, Genova e Milano e reggente della Marca che nel X secolo da lui prese nome, la Marca Obertenga. Il territorio della Marca comprendeva la Lombardia (con la Svizzera Italiana), l'Emilia ad esclusione di Bologna (poi si aggiunse anche Ferrara), parte del Piemonte (Novara, Tortona e l'Oltregiogo con Novi Ligure, Ovada e la val Bormida) e parte della Liguria e della Toscana, dal Genovesato fino alla Lunigiana e alla Garfagnana, e poi indirettamente anche la Corsica e parte della Sardegna. Conte Palatino, è il più antico membro conosciuto della stirpe della casata degli Obertenghi, quindi il capostipite delle nobili famiglie italiane dei Malaspina e della Casa d'Este. Già conte per un placito nel regio palazzo di Pavia del 13 aprile 945, ottenne i titoli di margravio e marchese di Milano e di Genova dal 951 e di Conte Palatino (conte del sacro palazzo) dal 953, divenendo il massimo ufficiale regio, con responsabilità che si estendevano all'intero territorio del regno. Il padre di Oberto fu Adalberto il Margravio, visconte nel 940, "marchese d'Italia" e reggente la Marca di Milano, del quale nient'altro è stato tramandato al di là del nome e del titolo.
La "Marca Obertenga" consisteva nel territorio della Liguria orientale ed era chiamata anche marca Januensis o per l'appunto della Liguria orientale, avendo avuto come prima ed antica capitale Genova, ed assommava i territori della Marca di Milano e della Marca di Genova. Era formata dalla Liguria orientale e la Lunigiana, sull'intera Lombardia, l'Emilia, una parte della Svizzera, del Piemonte e della Toscana con i comitati delle città di Genova, Milano, Luni, Tortona, con diritti su Bobbio (feudo monastico), Pavia (parte del territorio tranne la pertinenza imperiale e reale), Piacenza, Cremona, Parma e territori nei comitati di Padova, fra cui Monselice, Ferrara, Gavello (Rovigo) e nella Marca di Tuscia.
Nel 960 si recò in Germania dal re Ottone I di Germania assieme ad una delegazione per favorire la sua discesa in Italia per prendere il possesso del regno. L'anno successivo, papa Giovanni XII chiese a Ottone di intervenire in Italia per proteggerlo da Berengario. Quando Ottone prese possesso dell'Italia, Oberto riuscì a ritornare nelle sue terre, con il titolo di Conte Palatino confermato dal re, venendo riccamente ricompensato con la concessione di terre tratte dal vasto patrimonio del feudo monastico dell’abbazia di Bobbio. Da tale data quindi attorno al ricco patrimonio della potente ed invidiata Abbazia di San Colombano di Bobbio si era attivato un duplice processo di ridistribuzione che per la prima volta vedeva gli Ottoni far valere i propri diritti su parte delle terre del monastero, già feudo imperiale, concedendo benefici a Oberto, che a sua volta concedeva di volta in volta benefici ai suoi vassalli. Gli succedettero al titolo i figli Adalberto I e Oberto II.
Gli appartenenti alla famiglia avevano il titolo onorifico di Principi di San Colombano.
Oberto sposò Guilla, figlia di Bonifazio, marchese di Spoleto da cui ebbe sei figli:
Adalberto I (c.925–1002)
Oberto II (?-1014), suo successore
Adalberto o Alberto di Parodi (?-c.1024), conte
Anselmo degli Obertenghi
Guglielmo Marchese da Cortona
Berta, sposa di Oberto di Parma
Oberto Obizzo (?-972)
In seguito ai numerosi figli di Oberto II, di Adalberto I e di Tedisio I, la stirpe si divise dando origine, fra gli altri, ai Marchesi di Massa-Parodi, detta poi di "Massa-Corsica" acquisendo la Corsica, ai Marchesi Lupi di Soragna, ai Marchesi Pallavicino, ai Marchesi da Cortona, ai Signori Cortinchi conti della Castagniccia, ai Marchesi di Gavi, ai Marchesi Cavalcabò di Cremona, ai Marchesi Malaspina, ai Conti di Lavagna e, forse, ai Marchesi Greco. Il nipote Alberto Azzo I fu il padre di Alberto Azzo II d'Este, che fondò la Casa d'Este; questo fatto fa di Oberto il capostipite della casa d'Este così come dei suoi rami, il Casato di Welfen e di Braunschweig Luneburg Hannover, che ha dato al Regno Unito come ultimo sovrano di questa famiglia la Regina Vittoria (e quindi agli attuali Windsor).

Lo stato degli Oghuz, da: https://
Nel X secolo - Gli Oghuz sono stanziati nell'odierno Kazakistan, dove fondano uno stato, governato da uno yagbu (carica amministrativa degli antichi stati turchi o mongoli, circa equivalente alla carica di governatore. Il titolo significa l'assistente del khagan, un incarico assegnato ad uno dei suoi figli o parenti in linea paterna), con capitale Yangikent e da lì penetrano anche nel sud della Russia e nelle terre bulgare del Volga. È in quel periodo che un clan della confederazione, i seguaci del condottiero Seljuk (i Selgiuchidi), si sposta verso il Khorasan, antica regione persiana nota tra gli studiosi come "Grande Khorasan" che includeva aree che oggi fanno parte non solo dell'Iran ma dell'Afghanistan, del Tagikistan, del Turkmenistan e dell'Uzbekistan. Nel territorio dell'antica regione si trovano alcune città storiche dell'impero persiano: Nīshāpūr in Iran, Merv e Sanjan in Turkmenistan, Samarcanda e Bukhara in Uzbekistan, Herat, Kabul, Ghazni e Balkh in Afghanistan. Il Khorasan è stato conquistato da diversi popoli e appartenne a diversi imperi, Greci, Arabi, Selgiuchidi, Safavidi e altri ancora.
Poi i Selgiuchidi si convertono all'Islam e nell'XI secolo conquistano la Persia fondandovi l'Impero selgiuchide.

Nel X secolo - I Cumani, un ramo occidentale dei turchi Kipchaki, attraversate le pianure dell'Asia centrale, si stanziano dapprima attorno al Mar Caspio, da dove poi raggiungono, attorno al X secolo, attraverso le pianure russe ed ucraine meridionali, le pianure del basso Danubio, devastando poi l'Ungheria.

Il Khanato dei Peceneghi nel 1015,
Nel 950 - Secondo Costantino Porfirogenito che scrisse intorno al 950, la Patzinakia, ovvero il regno dei Peceneghi, si estendeva ad ovest per tutto il corso del fiume Siret, ed era distante dai "Tourkias" (ovvero l'odierna Ungheria) quattro giorni di viaggio.
«L'intera Patzinakia si divide in otto province ed è governato da otto grandi principi. Le province sono Irtim, Tzour, Gyla, Koulpei, Charaboi, Talmat, Chopon e Tzopon. Quando i Peceneghi vennero scacciati dal loro paese, i principi di quelle province erano Baitzas, Konel, Kourkoutai, Ipaos, Kaidoum, Kostas, Giazis e Batas.» (Costantino Porfirogenito, De Administrando Imperio, c. 950)

Nel 951 - Ottone  di Sassonia  divenne Re di Germania e dopo Re D’Italia, si fece incoronare  Imperatore a Roma nel 962, dando vita al Sacro Romano Impero di Germania, dopo di lui il titolo di Re D’Italia è di diritto dinastico senza investitura dell’Imperatore.

Nel 955 - Il 10 agosto, Ottone di Sassonia sconfigge i Magiari nella battaglia di Lechfeld, bloccando definitivamente l'espansione magiara ad occidente della Grande Moravia.

Carta dell'Europa nel X secolo.
Nel 962 - A Roma Ottone I di Sassonia è incoronato imperatore del Sacro Romano Impero. In quell'occasione, il 13 febbraio viene stipulato il "Privilegio di Ottone" o Privilegio Ottoniano o Diploma Ottoniano (Privilegium OthonisPrivilegium Ottonianum o Diploma Ottonianum).
L'imperatore Ottone II,
che regnò dal 973 e il 983,
continuò la politica di
Ottone I, favorendo i
vescovi-conti. Qui è
ritratto seduto in trono
e regge le insegne del
potere sia temporale
che spirituale. Le figure
al fianco dell'imperatore
simboleggiano le province
della Slavonia, della Gallia,
della Germania e di Roma.
Il globo con la croce è il
simbolo del potere spirituale.
Lo scettro è il simbolo
del potere temporale.
(miniatura del X sec.;
foglio inserito nel
Registrum Gregorii)
Gli antefatti - Con le donazioni carolinge dell'VIII secolo, la Santa Sede era diventata proprietaria di vasti territori nell'Italia centrale, ma dopo lo smembramento dell'impero carolingio nel 887, i re d'Italia s'impadronirono dei territori oggetto della donazione. Alla metà del X secolo il pontefice controllava solamente la città di Roma e alcuni centri del Lazio centro-settentrionale. Gli altri territori facevano formalmente parte del “Regnum Italiae”, sotto la corona del Re di Germania, Ottone I, dal 951. L'unico che poteva ristabilire il dominio papale era Ottone stesso.
Nel 962 Papa Giovanni XII invitò Ottone a Roma e il 2 febbraio Ottone venne incoronato imperatore del Sacro Romano Impero. Pochi giorni dopo i due stabilirono quali concessioni reciproche accordarsi.
Contenuti - I due sovrani confermarono la validità della “Constitutio romana” formalizzata dalla dinasta carolingia con Ludovico il Pio nell' 824, convenendo quindi che l'elezione papale dovesse avvenire soltanto con il consenso dell'Imperatore del Sacro Romano Impero e alla presenza di suoi rappresentanti. Inoltre, Ottone attribuì a se stesso i reali diritti di sorveglianza, anche militare, sulla città di Roma. Ottone si impegnava peraltro a riconoscere tutte le donazioni territoriali elargite da Pipino III (la "Promissio Carisiaca" del 754), che rimanevano però sotto la tutela imperiale.
Sviluppi - L'anno seguente, il 963, in seguito alla fuga del papa Giovanni XII, colpevole di aver tradito il patto di alleanza con l'Imperatore, nel corso del sinodo convocato il 6 novembre in San Pietro, Ottone impose una clausola al “Privilegium”, secondo la quale nessun futuro papa avrebbe potuto essere eletto senza il beneplacito del sovrano regnante (mentre nella prima stesura del documento il beneplacito imperiale poteva giungere ad elezione avvenuta).
La riconferma - Il "Privilegium Ottonianum" fu riconfermato attraverso il "Diploma Heinricianum", stipulato il giorno di Pasqua del 1.020 tra il papa Benedetto VIII (1.012 - 1.024) e l'Imperatore Enrico II (1.002 - 1.024) a Bamberga, in occasione della visita del papa alla città. 
L'abolizione del Privilegio - Nei decenni successivi alcuni pontefici, a partire da Leone IX, iniziarono una riforma della Chiesa e, di conseguenza, si opposero al "Privilegium Ottonianum", che ne limitava l'autonomia. Esso fu abolito da Niccolò II nel Concilio lateranense del 1.059: il papa emanò un decreto con il quale veniva stabilito che, da allora in poi, l'elezione del pontefice sarebbe stata una prerogativa esclusiva di un collegio di cardinali, riuniti in Conclave. L'abolizione del Privilegio fu alla base del duro scontro che contrappose la Chiesa e l'impero dal 1.076 al 1.122: la lotta per le investiture, cioè per chi avesse avuto il diritto di eleggere papi e vescovi.

Carta con il Khanato di Khazaria
(618 - 1016), il Khanato Bulgaro,
l'Impero Bizantino e varie
popolazioni caucasiche.
Nel 965 - Per opera di Svjatoslav di Kiev cade l’Impero Cazaro. Questa potenza aveva dominato gran parte dei traffici fra nord e sud e addirittura aveva assoggettato Kiev e tutte le tribù slave fino al Volga (compresi Radimici e Vjatici). Una parte degli uomini che avevano accompagnato Svjatoslav nell’impresa decise di stabilirsi a Tmutarakan (l'odierna Taman'), intorno alla foce del fiume Kuban nel Mar d’Azov, la parte a nord-est del Mar Nero, dove si formò così un quarto centro variago-russo. Anche questa zona è riconosciuta nelle fonti arabe come slava. Alla fine del X sec. la situazione del popolamento Slavo è il seguente:
Carta fisica della Russia europea
con Novgorod e gli insediamenti
degli Slavi numerati qui di fianco.
1- A Kiev ci sono i Poljani dominati militarmente dai Rus' (ex Variaghi).
2 - Verso i Carpazi ci sono i Volyniani (Volynia e Podolia) e i Buzhani (lungo il Bug bielorusso).
3 - A sud di Kiev ci sono i resti dei Tiverzi e degli Ulici.
4 - Intono alle Paludi del Pripjat ci sono i Drevljani lungo il fiume Uzh (affluente di destra del Dnepr).
5 - A nord ci sono i Dregovici e i Krivici (bacino della Dvina Occidentale) e gli Smoljani. 
6 - A nord-est ci sono gli Slaveni intorno a Novgorod.
7 - Lungo il Volga ci sono poi i Radimici e i Vjatici.
Gli Slavi occidentali nei territori
polacchi nei secoli IX e X, da: https
://it.wikipedia.org/wiki/Lingue_slave
#/media/File:West_slavs_
9th-10th_c_it.png
E nelle Cronache si legge: “E queste sono le altre tribù che sono soggette alla Rus’ (che pagano tributo e non sono di etnia Slava) Ciud’, i Merija, i Ves, i Muroma, i Ceremis’, i M’rdva, i Perm’, i Pecera, i Jam, , i Litvà, i Semigola, i Kors, i Noroma, i Lib…”.
La steppa ucraina, ampia fascia di terra a sud di Kiev, era abitata anche da popolazioni slave (la "Cronaca Russa" nomina i Tiverzi e gli Ulici), ma queste, sotto le spinte di Magiari e Bulgari provenienti dall’alto Volga si concentrarono o sulle alture pre-carpatiche o oltre (i cosiddetti Croati Bianchi) nel bacino inferiore del Danubio.
Ai Magiari e ai Bulgari succedettero poi altre popolazioni di diversa provenienza (dal Caucaso e fin dalla lontana Asia Centrale). Sicuramente molti dei loro nuovi usi e costumi entrarono in area slava e influirono sulla cultura di quelle popolazioni fino al nord.

Polonia e regioni degli Slavi
occidentali nel IX e X secolo. Sono
evidenziate la Polonia e la città di
Gniezno, da: https://it.wikipedia.org
/wiki/Lingue_slave#/media/File:
West_slavs_9th-10th_c_it.png
Nel 966 - L'antico Regno polacco comincia a prendere una forma unitaria sotto la dinastia dei Piast, per la precisione sotto Mieszko (Miecislao I). Risulta infatti che nel 966, dopo aver riunito intorno alla rocca di Gniezno una prima rudimentale comunità nazionale, qui si scelse anche la bandiera che ancora oggi è quella della Repubblica di Polonia, un'aquila d'argento (di colore bianco) su sfondo rosso. Secondo la leggenda si scelse questo tema a causa del ritrovamento di un nido di aquilotti durante i lavori di costruzione della città di Gniezno. Miecislao si convertì successivamente al cristianesimo, secondo alcuni per compiacere sua moglie, una principessa Boema, ma sicuramente anche per godere della protezione della Chiesa ed evitare la colonizzazione germanica.

Carta fisica dell'Ucraina e della
Russia meridionale con i fiumi.
- Gli Alani, che furono la popolazione Sarmatica (di origine iranica) di più lunga durata, in parte si convertirono al cristianesimo ortodosso nel IX secolo. Combatterono contro i Mongoli prima, e accanto ad essi poi (una serie di tombe, forse di guerrieri Alani cristiani è stata rinvenuta in una necropoli mongola in Corea); gli Alani rimasti si stabilirono sul caucaso occidentale, dove subirono una più o meno forte influenza turca ed islamica nel XIV-XVII secolo, e poi un processo di parziale russificazione tra il tardo '700 e i giorni nostri. Attualmente sono noti come Osseti.

Dal 975 - Tra il 975 e l'anno 1.000, la Reconquista arretra in tutti gli stati cristiani e per ciò che concerne il Portogallo, il confine arretra al fiume Duero: le città di Coimbra e Viseu sono perse.

Dal 978 - In Inghilterra, durante il regno di Etelredo II (978-1016), una nuova ondata d'invasione danese, orchestrata da Sweyn I di Danimarca, culmina, dopo un quarto di secolo di scontri, nella conquista danese dell'Inghilterra nel 1013. Sweyn muore il 2 febbraio 1014 e Etelredo è rimesso sul trono, ma nel 1015 il figlio di Sweyn, Canuto il Grande intraprende una nuova invasione. La guerra che ne segue finrà nel 1016 con un accordo tra Canuto ed il successore di Etelredo, Edmondo II, che si dividono il regno. Con la morte di Edmondo, il 30 novembre 1016, l'Inghilterra torna unita sotto la dominazione danese. Tale dominazione proseguirà fino alla morte di Canuto II, l'8 giugno 1042. Canuto II, che era figlio di Canuto I e di Emma di Normandia (vedova di Etelredo II), non aveva eredi diretti e gli succedette così il fratellastro, Edoardo il Confessore. Il regno d'Inghilterra tornava così ad essere indipendente.

Dal 980 - In corrispondenza all'incirca ai regni dei principi Vladimir I (detto il Santo o il Grande) e Jaroslav I il Saggio fino al 1054, la Rus' di Kiev raggiunge l'acme della sua potenza, mentre dal 1054 si verifica un  lento declino, principalmente a causa dei gravi problemi di successione al trono.

Nel 987 - In Francia, alla morte di Luigi V "l'Ignavo", ultimo re carolingio, Ugo Capeto, duca di Francia e conte di Parigi, figlio di Ugo il Grande, è eletto re a Senlis dalla nobiltà e dal clero franco, fondando così la nuova dinastia reale dei capetingi. Luigi V l'Ignavo, noto anche come Luigi l'Indolente, Luigi l'Infingardo e Luigi il Fannullone (967 circa - Compiègne, 21 maggio 987), figlio del re franco Lotario IV e di Emma d'Italia, fu incoronato nel giugno del 979 ma assunse il potere effettivo solo dopo la morte del padre Lotario nel 986. La brevità del suo regno, nel corso del quale non realizzò niente d'importante gli valse il soprannome di fannullone. La domenica di Pentecoste dell' 8 giugno 979, venne incoronato nell'abbazia di Saint-Corneille de Compiègne da Adalberone, arcivescovo di Reims, e quindi fu associato al trono dal padre Lotario. Luigi V fu in contrasto con la dinastia dei Robertingi e la casata dell'imperatore del Sacro Romano Impero Ottone I difensore di Roma. Suo particolare nemico fu l'arcivescovo di Reims Adalberone, che alla morte di Luigi V appoggerà Ugo Capeto come erede al trono di Francia.
Il suo regno effettivo ebbe inizio il 2 marzo del 986 e durò fino alla sua morte, avvenuta per una caduta da cavallo durante una partita di caccia o forse per un avvelenamento (del quale fu sospettata la madre). Non avendo lasciato eredi legittimi, alla sua morte lo zio Carlo, duca della Bassa Lorena, che era il fratello di suo padre Lotario, avanzò pretese per la successione al trono ma il clero, inclusi l'arcivescovo di Reims Adalberone e Gerberto di Aurillac, che più tardi sarebbe divenuto papa col nome di Silvestro II, favorì la successione al trono di Francia di Ugo Capeto, che non solo era un discendente dei Robertingi e di sangue reale, ma era anche un abile militare. Con la morte di Luigi V si estinse la dinastia Carolingia e cominciò quella dei Capetingi. Il casato dei Capetingi è una stirpe franca, uno dei più importanti e, secondo diversi studiosi, il più antico in Europa, essendo le sue origini più antiche rintracciabili fino al VII secolo:
Cariberto (? -~636)
Crodoberto I (~ 590-?)
Lamberto I (? - dopo 650)
Crodoberto II (~ 638-?)
Lamberto II (~ 701-?)
Roberto I (~ 724-?)
Turinberto (?-dopo 770)
Roberto II (770-807)
Roberto III (781/790-834)
Roberto IV(~820-866)
Roberto I (860/866-923)
Ugo I (~895/898-956)
Ugo Capeto (~940-996)
I Robertingi, appartenenti al casato dei Capetingi, furono una dinastia nobile francese, che vide come capostipite Roberto il Forte (Roberto IV nell'elenco dei Capetingi), Marchese di Neustria contro i Bretoni, conte d'Angiò, di Ausserre e di Nevirno, che fu anche abate laico di alcune abbazie. Nell'861, il re dei Franchi occidentali, Carlo il Calvo, aveva istituito il marchesato di Neustria, dividendolo in due parti:
- una per combattere i Vichinghi, fu affidato ad Adalardo il Siniscalco;
- l'altro per combattere i Bretoni, secondo il cronista Reginone, fu affidato a Roberto il Forte, che lo resse con capacità per alcuni anni.
Roberto il Forte, secondo la Chronique de l'abbaye de Saint-Bénigne de Dijon ebbe due figli da Adelaide d'Alsazia, come è indicato nelle Europäische Stammtafeln[, vol II cap.10:
- Oddone, conte di Parigi e re dei Franchi Occidentali dall'888 all'898 (quando, nell'888 Carlo il Grosso, che era anche re dei franchi occidentali, morì, Oddone, secondo l'Herimanni Aug. Chronicon assunse il potere sulla Neustria ed in Aquitania (Gallia usque ad Ligerim et in Aquitania) e Ademaro di Chabannes conferma che i Franchi, congiurando contro il giovane Carlo, elessero loro re il duca d'Aquitania, Oddone);
- Roberto, conte di Parigi e re dei Franchi Occidentali dal 922 al 923 (la nobiltà neustriana, nel 922, sotto la guida di Roberto, si ribellò apertamente al re dei Franchi occidentali, Carlo III, membro della dinastia dei Carolingi, che fu costretto a rifugiarsi in Lorena. Scappato il re Carlo III, Roberto il 22 giugno 922 fu acclamato re ed il 30 giugno, secondo il cronista Flodoardo, fu incoronato re a Reims, dall'arcivescovo di Sens, Gualtiero nella chiesa di San Remigio. Carlo III riunì il suo esercito, composto prevalentemente da lorenesi, e, ancora secondo Flodoardo, si mosse contro Roberto, attraversato la Mosa, si avvicinò a Soissons dove il 15 giugno del 923 i due eserciti si scontrarono. I Neustriani ebbero la meglio e Carlo III dovette fuggire per rientrare in Lotaringia, ma Roberto perse la vita e una leggenda narra che Roberto cadde in duello per mano dello stesso Carlo III).

Francesco Guardi: Vista del
canale della Giudecca
e zattere, (1760).
Nel 992 - Venezia ottiene larghi privilegi commerciali dall'impero bizantino in cambio di un'alleanza militare, assicurandosi protezione e garanzie da Ottone III di Sassonia per il transito dei suoi mercanti in Italia e in Germania e imponendo, a scopo difensivo, il suo controllo sulla Dalmazia nel 999. Formalmente delegato dall'imperatore bizantino, in realtà il Doge agisce ormai come il capo di uno stato indipendenteVenezia è uno dei principali porti di scambio tra l'Occidente e l'Oriente, ciò permette lo sviluppo di una classe mercantile dinamica ed intraprendente che nel corso di quattro secoli circa trasformerà la città da remoto insediamento e avamposto imperiale a potenza padrona dei mari.



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