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| Yasser Arafat |
Nel 1959 Yasser Arafat, insieme ad altri esuli palestinesi, crea Al Fatah (o Fatah), che significa "la conquista", "la vittoria" o "l'apertura" in lingua araba. Il nome è l'acronimo inverso di 'Movimento di Liberazione Palestinese' (Harakat al-Tahrir al-Filastini) visto che la parola araba Hatf significa "morte". Sarà un'organizzazione laica, non religiosa, uno dei principali partiti politici della Palestina facente parte dell'OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina), organizzazione politica laica senza legittimazioni religiose.
Il 22 maggio 1967 l'Egitto presieduto da Nasser (Gamāl ʿAbd al-Nāṣir Ḥusayn), chiude lo Stretto di Tiran alle navi israeliane e chiede il ritiro dei caschi blu dell'ONU dal Sinai. L'accesso ai porti di Eilat, in Israele e di Aqaba, unico porto della Giordania, dipendono dall'accesso al golfo di Aqaba e quindi dal controllo degli stretti di Tiran.
Dal 5 al 10 giugno 1967 divampa la Guerra dei sei giorni, un conflitto lampo combattuto tra Israele e una coalizione di Stati arabi (Egitto, Giordania e Siria). Il conflitto si conclude con una netta vittoria di Israele e un profondo mutamento degli equilibri in Medio Oriente.
Il 5 giugno 1967 Israele lancia un attacco aereo preventivo a sorpresa ("operazione Moked"), che distrugge a terra la quasi totalità dell'aviazione egiziana, siriana e giordana.
Nel 1970 dopo la violenta repressione e cacciata delle fazioni palestinesi dalla Giordania da parte di Israele (il cosiddetto "Settembre Nero"), è fondata la fazione armata Settembre Nero, nato come costola segreta di Al Fatah, la principale fazione dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina guidata da Yasser Arafat.
Nel 1972, durante le Olimpiadi estive si consuma il Massacro di Monaco da parte di Settembre Nero. All'alba del 5 settembre 1972, un commando fa irruzione nel villaggio olimpico di Monaco di Baviera e sequestra la squadra israeliana. L'attacco causa la morte di 11 atleti israeliani, 5 terroristi e un poliziotto tedesco.
Il 17 settembre 1978 si firmano gli accordi di Camp David, intese di pace storiche firmate dal presidente egiziano Anwar al-Sadat e dal primo ministro israeliano Menachem Begin, con la mediazione del presidente statunitense Jimmy Carter. Si apre così la strada al trattato di pace del 1979.
Il presidente dell'Egitto Anwar al-Sadat riceve il Premio Nobel per la pace nel 1978 insieme al premier israeliano Menachem Begin.
Il 26 marzo 1979 a Washington, preceduto dagli accordi di Camp David del 1978, è firmato il Trattato di pace israelo-egiziano dal presidente egiziano Anwar al-Sadat e dal premier israeliano Menachem Begin, con la mediazione dagli Stati Uniti presieduti dal democratico Jimmy Carter.
Quasi tutti i Paesi arabi interrompono i rapporti diplomatici con Il Cairo considerandolo un traditore.
Negli anni '70 e '80, prima della fondazione ufficiale di Hamas avvenuta nel 1987, le autorità israeliane nei territori occupati avevano inizialmente tollerato o favorito la nascita di associazioni religiose e sociali islamiche locali (legate al fondatore di Hamas, Ahmed Yassin) in chiave anti-OLP che era laica, un sostegno indiretto che era comunque ben diverso dai flussi di denaro erogati dal 2018.
Tra il 16 e il 18 settembre 1982 sono trucidati, dalle milizie falangiste libanesi, con la copertura e la connivenza dell'esercito israeliano, migliaia di profughi palestinesi nei campi profughi di di Sabra e Shatila in Libano. L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite condannerà fermamente il massacro definendolo un atto di genocidio. Le milizie falangiste libanesi erano un'armata nazionalista di ispirazione cristiana maronita, sul modello dei movimenti nazionalisti europei dell'epoca, come la Falange spagnola, nate dal partito Kata'ib, fondate nel 1936 da Pierre Gemayel. Durante la sanguinosa guerra civile libanese (1975-1990) erano la principale forza militare della comunità cristiana maronita. Dopo la guerra civile libanese, Hezbollah è stata l’unica milizia autorizzata a conservare le proprie armi, giustificata come forza di resistenza contro l’occupazione israeliana. Al contrario, le milizie cristiane hanno disarmato, lasciandole senza la capacità militare di sfidare il predominio di Hezbollah.
Tra il 7 e il 9 ottobre 1985 quattro uomini armati del Fronte per la Liberazione della Palestina (FLP) dirottano, al largo delle coste egiziane, la nave da crociera Achille Lauro con a bordo oltre 500 persone tra passeggeri ed equipaggio. I terroristi chiedono la liberazione di 50 palestinesi detenuti in Israele. Al rifiuto di Israele, i sequestratori uccido il cittadino ebreo-statunitense disabile Leon Klinghoffer, il cui corpo è gettato in mare.
Nel dicembre del 1987, all'inizio della prima Intifada, a opera dello sceicco Ahmed Yassin e di altri membri dei Fratelli Musulmani, nasce Hamas, organizzazione palestinese islamista, sunnita e fondamentalista oltre che politica e militare. Il suo statuto originario del 1988 mira alla distruzione di Israele e alla creazione di uno Stato islamico in Palestina.
Dal dicembre del 1987 al 1993 si verifica la prima Intifada (dal verbo arabo intafada, che vuol dire scuotersi o liberarsi da un peso e da un'oppressione). Entrata nel linguaggio comune per descrivere le proteste di massa nei territori occupati da Israele è scoppiata a Gaza l'8 dicembre 1987; caratterizzata da proteste di piazza e dal lancio di pietre contro l'esercito israeliano, si è conclusa con gli accordi di Oslo firmati nel 1993 e nel 1995. Questi accordi hanno sancito il riconoscimento reciproco tra le parti e la nascita dell'Autorità Nazionale Palestinese.
Nel luglio 2000 il vertice di Camp David, non porta a nessun accordo definitivo sui territori occupati e sulla divisione di Gerusalemme.
Nel settembre del 2000 e fino al 2005 inizia la seconda Intifada, dopo la visita di Ariel Sharon alla Spianata delle Moschee, segnata da scontri più violenti, guerriglia e attacchi armati.
Nell'ottobre del 2004 le condizioni del leader palestinese Yasser Arafat, leader dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina, assediato nella Muqata, il suo quartier generale a Ramallah in Cisgiordania, peggiorano. Le autorità israeliane lo autorizzano a recarsi a Parigi per ricevere cure mediche urgenti.
L'11 novembre 2004, all'età di 75 anni, Arafat muore all'ospedele militare Percy di Clamart, vicino a Parigi, in circostanza mai del tutto chiarite. La causa ufficiale del decesso è quella di un collasso multiplo degli organi dovuto a un'infezione o malattia improvvisa e non specificata; il caso ha generato forti sospetti e inchieste internazionali per un presunto avvelenamento.
Nel 2012, tracce dei suoi effetti personali condotte da laboratori svizzeri, hanno rilevato tracce anomale di polonio-210. Perizie successive eseguite dopo la riesumazione del corpo nel 2012 hanno portato a conclusioni diverse: i periti svizzeri hanno parlato di un probabile avvelenamento mentre quelli francesi e russi hanno escluso l'avvelenamento da polonio attribuendo la morte a cause naturali. Molti palestinesi hanno puntato il dito contro Israele, che ha sempre respinto ogni accusa.
Nel 2006, nelle elezioni legislative palestinesi, Hamas vince ottenendo la maggioranza dei seggi in parlamento grazie a una forte spinta di protesta. La lista del movimento islamista si è presentata con il nome "Cambiamento e riforma" ottenendo circa il 44,45% delle preferenze (440.409 voti) mentre
Hamas dispone di una ala militare, le Brigate Ezzedin al-Qassam, responsabile di numerosi attacchi armati, lanci di razzi e attentati contro obiettivi israeliani, compreso il sanguinoso attacco del 7 ottobre 2023. A Gaza, gestisce anche servizi assistenziali, scuole e strutture sanitarie per ottenere il consenso della popolazione.
A seguito della battaglia di Gaza del 2007 tra le due fazioni, Ḥamās ha preso il controllo completo della Striscia di Gaza, che da allora controlla e da allora è sottoposta a blocco da parte di Israele, mentre Al Fatah ha assunto il controllo dell'Autorità Nazionale Palestinese in Cisgiordania, mettendo fuorilegge le milizie di Ḥamās.
Nel 2007 Hamas assume il controllo effettivo della Striscia di Gaza a seguito di un breve conflitto armato con la fazione rivale di Fatah. Hamas dispone di una ala militare, le Brigate Ezzedin al-Qassam, responsabile di numerosi attacchi armati, lanci di razzi e attentati contro obiettivi israeliani, compreso il sanguinoso attacco del 7 ottobre 2023.
Dal 2018 il governo di Benjamin Netanyahu autorizza e agevola il trasferimento di milioni di dollari in contanti (ad Hamas), dal Qatar verso la Striscia di Gaza, inserendosi in una linea di tolleranza e "gestione" iniziata già nel decennio precedente.
Il governo israeliano permette l'afflusso di denaro per mantenere divisa la leadership palestinese, separando politicamente e amministrativamente la Striscia di Gaza dalla Cisgiordania (guidata da Al Fatah) ed evitando così un fronte unito per la creazione di uno Stato palestinese.
L'obiettivo dichiarato è quello di garantire stabilità economica a Gaza, coprendo i costi per stipendi e carburante tramite fondi del Qatar, con il benestare logistico e i permessi di passaggio concessi da Israele.
Dal 2018 in poi, milioni di dollari in contanti del Qatar sono passati regolarmente attraverso i valichi controllati da Israele (come Kerem Shalom) per essere consegnati a Gaza, una dinamica resa nota pubblicamente anche da inchieste e immagini giornalistiche.
Nel 2020, quando l’esplosione del porto di Beirut ha devastato quartieri prevalentemente cristiani, Hezbollah ha ostacolato gli sforzi per indagare sull’incidente. Dopo che il gruppo ha dichiarato sostegno ad Hamas in seguito agli attacchi del 7 ottobre contro Israele, Hezbollah ha posizionato lanciarazzi in un villaggio prevalentemente cristiano vicino al confine israeliano, esponendo i cristiani al rischio di attacchi di rappresaglia. Da allora la violenza contro i cristiani si è intensificata e le Forze libanesi (LF) hanno ripreso il loro grido di battaglia dell’era della guerra civile, “Il pericolo bussa alle porte”.
Questa rinascita della solidarietà cristiana ha rinvigorito il 'Christian Phalange Party', una potente fazione durante la guerra civile libanese, e ha visto l’emergere di nuove milizie come i 'Soldiers of God', formate per difendere i quartieri cristiani e contrastare l’influenza di Hezbollah. Questi sviluppi riflettono le crescenti tensioni e la crescente determinazione tra le comunità cristiane del Libano a salvaguardare la propria sicurezza e autonomia.
Negli ultimi anni, due partiti cristiani maroniti, il Free Patriotic Movement (FPM) e il Marada Movement, si sono alleati con Hezbollah per una presunta necessità politica. Tuttavia, sta emergendo un dissenso interno all’FPM, con molti membri che stanno diventando più propensi a definire pubblicamente Hezbollah una forza di occupazione al servizio degli interessi iraniani.
Il conflitto in corso tra Hezbollah e Israele ha avuto un impatto sproporzionato sulla comunità musulmana sciita del Libano, provocando un numero elevato di vittime e di sfollati tra i suoi membri.
Dicevano i nativi americani che possiamo litigare per tutto, ma non per Dio!
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